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martedì, 31 gennaio 2006

CHOPIN

All’improvviso un bagliore poi la porta si richiuse su se stessa. Rimasero isolati gli infiniti tentacoli senza finestre che freschi di rosa incontravano i passi perduti del viaggiatore sconsolato. Circondato da essenze fragranti scrisse su un foglio trasparente le sue ultime impressioni e le soffiò in aria in un unico movimento. Ogni idea prese forma sulle azzurre pareti senza appoggi né appigli delineandosi sacra in un appagante senso di frustrazione. Gli occhi ruotarono sul perno della mente, l’anima dilagante produsse strani stracci bagnati e li asciugò passo dopo passo. L’orologio singhiozzante scandì il tempo a modo suo e dopo cento suoi anni il musicista senza mani vibrò nell’etere il più puro dei suoni.

postato da: Shlimazl alle ore 12:17 | link | commenti
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domenica, 29 gennaio 2006

ARMONIE

Il mi minore suona perfetto come ogni dolore. Disarmante nella sua semplicità. Solo due dita per costruirlo. Solo due dita sulla tastiera e la tua chitarra si anima di profonda sostanza. Lacera l’udito col suo straziante grido. La mia chitarra suona sull’alto tetto fatto di altoparlanti. Cosparge la città di corde colorate che fluttuano nell’aria e vibrano tutt’intorno. Si dipanano dalla terra al cielo. Quando il mi minore suona il cielo stanco prende a gocciolare e diventa verde ed insensibile. Il mi minore è stabile immobile potrebbe risuonare per millenni senza mai stancare. Il mi minore apre cuori e anime. Infrange le onde sugli scogli. Frusta le mie dita di povera visionaria Il mi minore supera gli angoli delle mie orecchie e arriva nella mente dove si ferma a riposare. Mi trapassa come uno spillo e raccoglie le gocce del mio sangue. Risuona lento, mai si spezza. Risuona e giace sconvolto dopo il lungo amplesso. Sul mio tetto di amplificatori imbraccio la mia chitarra e suono la mia vita in mi minore.

postato da: Shlimazl alle ore 15:13 | link | commenti
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venerdì, 27 gennaio 2006

E’ questa la mia dimensione? Scorrere a trecentomila chilometri orari sull’autostrada della vita. Cogliere l’insieme, le nuvole che si trasformano in pioggia. Evitare i dettagli, le minuziosità e i cavilli che complicano l’esistenza. E poi schiantarmi e in quel preciso istante ricordare – dimenticare – e morire.
postato da: Shlimazl alle ore 08:45 | link | commenti
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mercoledì, 25 gennaio 2006

CONCERTO PRIVATO

Immobile nella stanza rifletteva sul da farsi. La sua voce iniziò a sgorgare dal profondo, rotta dal pianto e dalle mille emozioni. La sua voce doveva farsi spazio tra i dolori del mondo – sovrastarli uno ad uno nella sua recondita debolezza. Nell’angolo polveroso abbracciò la chitarra e si fece forza col calore del legno. Le note fendevano l’aria, ferivano i suoi deboli polpastrelli e il sangue del cuore si mescolò con quello dell’anima. Le corde vibravano come impulsi fiammeggianti. Senza nome disegnavano simmetrie improvvisate. I bassi laceravano il dolore sottopelle – gli acuti dilaniavano le carni ancora vive. “Ancora un giro”, si disse premendo sempre più forte le dita. E dimenticò la solitudine, dimenticò quell’anima adorabile che le mancava così tanto. La chitarra si fece leggera mentre la voce si trasformava in pianto dirotto. Evaporò improvvisa come pozzanghera dopo un temporale estivo. Note inermi persero la strada della vibrazione e vagarono per la stanza accartocciandosi su se stesse. Il suo canto era finito, più non risplendeva tra il buio e la luce. Pian piano si spense come candela ormai consunta. La voce rotta emetteva solo soffocanti singhiozzi di tristezza.

“Vieni a salvarmi” Gridò al vuoto sopra di lei. Ma nessuno accorse.

postato da: Shlimazl alle ore 21:04 | link | commenti
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martedì, 24 gennaio 2006

Hai presente uno straccio per pulire i pavimenti? Che quando lo strizzi esce tutto lo sporco? Ecco, io mi sento esattamente così: per trovare il mio lato migliore devi strizzare così forte da eliminare le migliaia di litri di sporco che con gli anni mi si sono appiccicate addosso.
postato da: Shlimazl alle ore 16:17 | link | commenti
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lunedì, 23 gennaio 2006

Ci sono giorni in cui crolli, trattieni a stento il pianto… Per colpa di un amica che non ti capisce e che tu forse non capisci, per un urlo di troppo o un silenzio che pesa come un macigno… Com’è difficile ricacciare indietro le lacrime. Vogliono sgorgare. Vogliono erompere. Più forti di un grido. Più laceranti di una cicatrice. Distruggono la volontà. Con la violenza dell’incomprensione. Il nostro egoismo ci distrugge. Il nostro egoismo rovina le affinità. Il nostro egoismo ci rende soli in un turbinio di emozioni ingestibili.
postato da: Shlimazl alle ore 21:42 | link | commenti
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venerdì, 20 gennaio 2006

Beh, non mi piacciono le introduzioni...

Quindi... pronti, via...

postato da: Shlimazl alle ore 12:37 | link | commenti (2)
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