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venerdì, 30 giugno 2006

Ieri sera sentivo i treni scorrere interminabili nella notte calda e senza fine - ogni loro sibilo era un richiamo - e quel rumore nel buio era come un'eco dell'infinito viaggiare. Fischiando rompono il silenzio rompono l'aria prepotente che si annida in perfide goccioline di umidità.

Ogni solco sulla rotaia è un brivido, è il cammino che avanza, è un millimetro in più sulla battgia solitaria di un'esistenza in continuo movimento.

Mi sono addormentata ascoltando i treni e rincorrendoli - quasi drogata di velocità e sogni ad occhi aperti.

Nel viaggio solitario si scoprono mille rumori, visi e persone di diverso spessore, paesaggi di molteplice intensità. Ogni viaggio rappresenta l'ignoto fine a se stesso, perchè troppe sono le variabili da considerare per trasformare il tragitto in meta prevedibile.

Perfettamente incastonato tra il buio e la luce, tra la gioia e il dolore, il mondo scorre pur rimanendo fermo, impassibile ed inarrestabile come la vita stessa che non smette mai di fluire.

Vorrei condividere queste emozioni con qualcuno, ma l'empatia è impossibile da ottenere, sfugge liquida da questo dedalo di emozioni.

La fisso sulla carta, ma muta lo stesso, nel labirinto di strade che percorro istante dopo istante.

postato da: Shlimazl alle ore 12:13 | link | commenti
categorie: meshuggah in viaggio
martedì, 20 giugno 2006

Questo tempo si fa beffe di noi. Ci osserva estatico da un punto privilegiato...  e sorride maleducato e delirante.

La spirale non si chiude, continua a girare su se stessa allargandosi e circondandoci - soffocante ricordo della sofferenza che ci rincorre e ci distrugge tutti, prima o poi, inevitabilmente.

Questo è il momento del dolore, che si avvicina inesorabilmente.

Questo è il momento della distanza, che ci separa incondizionatamente.

Questo è il momento della tristezza, che si accanisce su di noi impaziente.

Questo è il momento dell'indecisione, che ci abbatte disperatamente.

Questo è il momento della speranza, che ci conforta di maledetto niente.

Questo è il momento dell'amicizia, che sopravvive e si rafforza inevitabilmente.

A Pat

 

postato da: Shlimazl alle ore 20:47 | link | commenti
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sabato, 17 giugno 2006

Senza pensiero. Galleggia immoto verso ogni dove. Tra le note di una musica lontana inseguo il silenzio costante di una notte che fatica ad arrivare.

Scomoda mi improvviso felice, fingendo un'esistenza che non mi appartiene e che mai mi apparterrà. Sento l'informe fissità di notti insonni nella radio che vibra - continua a solcare l'etere lasciando fibre di una memoria inesistente.

Un'amica dice che si dà troppo peso alle parole. Io le violento, le costringo a significare anche ciò che non significano, le uccido e le addormento per sempre, le conservo parsimoniosa nel minimalismo espressivo. Per cogliere ciò che è nascosto, per intendere ciò che è sottinteso.

Stralunata sento i treni scorrere nella notte. Vorrei afferrarli, ora come non mai, per fuggire lontano dal nuovo giorno.

Ma devo fare in fretta, perchè il nuovo giorno si avvicina.

postato da: Shlimazl alle ore 10:56 | link | commenti
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giovedì, 08 giugno 2006

La stazione... Tra partenze ed arrivi, profonde riflessioni. Il mio pensiero scorre, e si scioglie nella maliconia di una vita che sembra non raddrizzarsi mai. E penso a un'amica che ora non c'è, lontana per forza di cose, per un destino che si fa beffe di noi. Percepisco la mia infinita impotenza - quel desiderio di aiutare chi amo sempre e comunque, ad ogni costo...

E penso a tutte queste vite che vivo, e alle altre vite che incrocio, in un viaggio senza fine dentro me stessa, dentro a questa esistenza fatta di accordi prolungati di basso e suoni sibilanti senza pietà alcuna. Attorno voci straniere discutono di chissà cosa; ora vorrei silenzio, ma nel viaggio il silenzio è raro, si fa istante e si forma nell'improvvisa attesa.

A volte il viaggio si fa pesante, difficile da sopportare. Vorrei stare vicino a chi ora ha bisogno di me, ma il viaggio mi conduce lontano, e forse controlla la mia invadenza, la mia inutile voglia di fare qualcosa.

I treni continuano a scorrere, li osservo mentre l'aria mi scompiglia i capelli e brucia d'incanto l'ennesima atroce sigaretta. Nulla si placa, nemmeno il desiderio di rimanere immobile fuggendo, semplicemente fuggendo, inutilmente fuggendo.

Per la mia SMAP, sono lì accanto a te.

postato da: Shlimazl alle ore 13:54 | link | commenti
categorie: meshuggah in viaggio

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