Il meshuggah dello shtetl
Il meshuggah è tornato, e i mille frammenti del viaggio si mescolano nel suo cuore come gocce di pioggia in una pozzanghera troppo stretta.
Il meshuggah ha sognato, ha pianto e ha sorriso, ha scritto nelle campagne all'ombra degli alberi e ha respirato la musica della strada.
Tutto questo scorrere - la strada raccoglie le vite e le amalgama tra loro. Ogni angolo diventa un paradiso in cui tutti si muovono all'unisono e dimenticano sia il riso che il pianto.
L'artista è vero - l'artista è l'uomo, l'artista è la donna che cammina al mio fianco.
Le parole muoiono e rimane solo il silenzio della musica. Musica che combatte e vince su tutto, musica che dimentica, che emoziona, che rattrista o che fa sorridere.
Questo è un mondo perfetto, che non ha bisogno d'altro. Ha bisogno solo della gente che sogna e si emoziona.

Il meshuggah parte, questa volta sul serio.
Parte, anche se vorrebbe restare.
...E se doveva restare, avrebbe preferito partire.
Piange, anche se dovrebbe sorridere.
...E quando sorrideva, era solo per nascondere le lacrime.
E pensa, anche se dovrebbe soltanto agire.
...E quando agiva, era solo per smettere di pensare.
Perchè la sottile inquietudine del viaggio non se ne va mai,
resiste agli abbracci e ai saluti fatti di tramonto e musica splendida.
Tra partenze ed arrivi, continui ritorni.
Perchè l'arrivo è qualcuno che ti aspetta, credendo con la partenza di averti perso.
E le gambe non ci sono più
comincia a salirti la discesa
ci sono OMBRE, proiettate sul muro
e non riesci a dormire
si suda dal freddo
vorresti sognare ancora un poco
o perdere conoscenza
o almeno riuscire ad alzarti
e pisciare
il tuo filamento s'è interrotto
benvenuto nel mondo reale
i colori sono meno patinati
le cose che vedi sono
solo molecole di materia
i n t e r m i t t e n t i
la natura non ha dei nomi latini
se sei fortunato impari a disimparare
quando sai cosa contiene il tuo corpo
ringrazi commosso la pelle che ti tiene cucito
per non sapere di quelle cose molli
e assurde che ti permettono di vivere
ci sono ritmi che è meglio non sentire
se sei fortunato impari a interrompere i sensi
seduto in una platea di volti induriti e vuoti
sei l'unico che non conosce il film
nessuno ti parla e ti vede
come una brutta canzone
nessuno parla con nessuno
il volume è assordante
il protagonista ha il tuo volto
e i tuoi modi di fare
le tue impronte digitali
la tua famiglia e fidanzata
la tua vita
ma sembra impotente davanti alla
tempesta degli eventi
se sei fortunato impari
a chiudere gli occhi

Adesso. Solo questo desidero adesso. Godere di questo istante di immota felicità. Ancora la vita balorda e birichina mi lascia sfogliare i miei tanto amati libri. Ancora una volta, tra l'incredulità e la rassegnazione.
Cos'è stato?
Mi muovo come in un sogno.
Oggi ogni emozione ha attraversato la mia anima, dal puro terrore alla gioia sublime...
...Consapevole che questo viaggio è fatto apposta per durare.
Il vento scompiglia le pagine e i miei capelli. Sorrido alla notte. La cenere cade e il fumo vola lontano. La sigaretta brucia tra le mie dita.
Cosa voglio di più da un momento di pura poesia? Nulla. Solo questo mi basta.
Alla mia SMAP, grazie. E tu sai perchè.