Il meshuggah dello shtetl

Lontano da qui. Viaggia il treno verso la notte.
Ruba gli attimi eterni del vuoto e della rassegnazione.
Tutto finisce in questo anno assurdo, in questa vita che è follia, in questo freddo che nasconde il dolore solo per un istante.
Dove cadono i passi incerti di un cuore che brucia? Dove affondano le ferite di un'anima che muore lentamente? Si scontrano con la realtà infinita, eternamente sospesa nell'incerto.
Indefinita osservo la buia campagna, sentendomi come gli alberi spogli che il treno lentamente fa apparire.
Smettere di scorrere, smettere di urlare. Smettere di vivere. Smettere di pensare.
Racchiudo i sentimenti in una scatola di legno e la osservo bruciare finchè non rimane solo che cenere davanti ai miei occhi.
Cenere, che si perde e si disperde al soffio leggero del mio respiro.